sabato 11 luglio 2009

Ritorno

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Mi corrono incontro le onde,
vengono verso la sponda
con un frusciare leggero
là dove io le sto attendendo
e sembrano salutarmi
per porgermi il benvenuto
dopo essere stato lontano.
Mi corrono incontro le onde
scorrendo sulla mia mano
che le accoglie tra i ciottoli
tra schiume bianche e festose.
come delle amiche care
da troppo tempo perdute
Mi corrono incontro le onde
con un scintillar di gemme
che i caldi raggi del sole
gettano a mille sull’acqua.
e, poco distante da me,
nascono i dolci profumi
della resina che geme
dai fusti grinzi dei pini
e quelli che mi giungono
dai corimbi del sambuco
e dal bianco caprifoglio.
Mi corrono incontro le onde,
mentre intenerito e lieto
il mio cuore batte e sogna
che su questa riva sempre
come ora possa restare
per tutto il tempo che verrà.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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mercoledì 8 luglio 2009

Canto della sera

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Ho riposto questo giorno
nel luogo dei miei ricordi
come un bel libro già letto
e, dall’uscio del giardino,
vengo a rimirare il lago
cercando una poesia,
dalle parole semplici,
guardando una lattea luna
dietro trasparenti effluvi
di veli appena accennati,
ascoltando il sussurrare
del torrente che, vicino
va a riversarsi nel lago.

O notte quieta e solenne,
che profumi di declivi
ricchi di fiori dormienti,
che evochi bianche vestali
sotto i rami del salice
giù, presso le onde spumose,
donami un’arpa armoniosa
che possa farmi sognare
con dolci canti d’amore
che altrove vi sia una vita
di questa ancora più bella...

da Emilio Montorfano - (Milano)
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venerdì 3 luglio 2009

Collegio Gallio

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(Collegio Gallio, Como - affreschi Aula Magna, particolare)
fotografia: Franco A. Cavalleri




Non c’è una volta che io,
discendendo lo scalone
che a Como introduce in città
dalla stazione dei treni
non mi soffermi a guardare
la bella facciata austera
del nostro Collegio Gallio.
costrutto laddove un tempo
producevano ricchezze
nei loro antichi opifici
i laboriosi Umiliati,
la cui terra il cardinale
donò agli avi comensi
per erigervi una scuola.

Sempre ricordo mio padre
che tra quei muri ha studiato
in quegli anni assai lontani
quando era in corso la grande
e prima guerra mondiale
e suo padre era lontano
dove il fronte s’infocava.
Ancora negli ultimi anni
della sua vita terrena
ricordava con affetto
i suoi docenti e i compagni,
le camerate silenti
attendendo nella notte
il sonno con il pensiero
della casa e della madre,
del padre e del suo ritorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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mercoledì 1 luglio 2009

Sul lungolago di Lenno

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Di martedì una rapida sortita
fino alla piazzetta dell’imbarcadero
a districarmi fra colorate bancarelle,
bermuda a fiori, odore di frittelle.


Bramo al ritorno il chiuso incanto
d’antiche mura prive d’orizzonte,
basta un profumo, un fremito leggero.
il lago qui seduce col pensiero.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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Tramonto sul lago di Como

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Scende
dietro le tende delle montagne
il sole
a raggi alternati
tra i rami della pineta in controluce
fino ad inarcarsi
e sparire
tra i seni morbidi
di madre natura.

da Daniela Benaglia - (Paré - CO)
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C'era una volta un lago...

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Sulla linea diffusa e vaporosa
dove vanno gli aironi placidando
al ciglio incerto dell'azzurro cheto
di variegate e chiare acque di lago,
è il verde gracile e flessuoso
d'erbosi fili di sottile tenerezza.
Riluce l'onda di celeste conca.

Di lieve leggerezza di nubi velato,
offre il cielo all'estremo suo bordo
profilo pudico e prezioso di borgo,
candore di case,argille di cotto,
onde di palma tra somma innocenza
di campanili che l'animo fiero disarma.
Ovunque novella soffusa luce d'alba.

da Cervone Anna - (Marigliano, NA)

sabato 27 giugno 2009

ho confuso le nuvole con le onde...

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ho confuso le nuvole
con le onde del lago scuro
oggi
e l'acqua-cielo
è caduta
sul mio respiro
corto
tonfo e rinascita
giglio dal nero

da Aldo Sangalli - Brugherio (MB)
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sabato 13 giugno 2009

in dedica, al cedro di Piazza Verdi abbattuto

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ndr:
L'esemplare di cedro del libano che da decenni "abitava" ed ornava Piazza Verdi di Como - situato fra il Teatro Sociale e l'abside della Cattedrale - è stato abbattuto per volere di alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e del sindaco la notte scorsa, nonostante il parere contrario in sua difesa espresso in più occasioni e con diverse modalità da migliaia di cittadini (recentemente, anche da alcuni membri della giunta stessa - sia di maggioranza che di oppposizione), nettamente contrari alla sua eliminazione

Per ulteriori informazioni: cfr: comoinpoesia.com


OMBRE DAL PASSATO
(Dedicata al cedro che ornava piazza Verdi)



Nel vecchio giardino silente
il contorto glicine è stato tagliato.
Imbrattava il grappolo guasto
il nitido candore di un busto.

Ora anche la statua è stata rimossa,
dimentichi gli uomini di fama e fortuna.
Disilluso il fantasma di pietra
s’aggira furtivo nelle notti di luna.


(Tratta da “La canzone del tempo”)

da Rosa Maria Corti (Lenno- Co)

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lunedì 8 giugno 2009

Abbandono estivo - (contro l'abbandono 2009)

Per una volta,
non scriviamo di lago...
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Con l'approssimarsi dell'estate,
nuovamente assisteremo al dramma di tanti piccoli animali abbandonati sulle strade...

Dieci anni fa - nel 1999 - avevo scritto di getto e con il cuore alcuni semplicissimi e forse un po' ingenui versi (da anni essi sono pubblicati qui e là per il web: sono stati spesso copiati e riprodotti senza aggiunta di firma - e talvolta anche spacciati per propri).

Mi sono ritornati alla memoria, qualche giorno fa, quando sono stata contattata via mail da un volontario 'amico degli animali' che ha pensato di creare un filmato e pubblicarlo su youtube - per combattere l'abbandono estivo.
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Anche se piuttosto datati, rileggendoli, rivivo ancora oggi la medesima emozione - e
desidero condividere con voi
il messaggio filmato di Salvatore,
che tenta di "urlare" in web il suo disappunto - insieme al desiderio che si possa un giorno sconfiggere la bruttissima piaga dell'irresponsabile e crudele abbandono di animali...


. (nella fotografia: Gypsy - trovata abbandonata a lato strada appena nata, nel dicembre 1985 - e mia indimenticabile "compagna di vita" per ben 18 anni...)



M’hai insegnato ad attenderti, paziente,
quand’andavamo insieme per le spese.
Così aspettavo, seduto fuor dell’uscio:
fuori era scritto - lì non potevo entrare!
.
Abbiamo giocato più volte, a nascondino:
ma ti trovavo sempre… (ho naso fino!).
Ma…quando la pallina anche ieri mi hai tirato,
perché non l’hai ripresa... e te ne sei andato?
.
Che strano, il luogo dove m’hai lasciato:
la strada è dritta, non c’è il panettiere,
né c’è il lattaio, neppure il salumiere…
(E non capisco neanche: perché mai
ci siamo andati in auto, a far spese?)
.
Ora, comprendo, sarai indaffarato...
o qualche impedimento t’ha bloccato...
Ma io sono stanco qui di rimanere,
il sole è caldo, ho sete, vorrei bere.
.
Sono già stanco anche di abbaiare:
il sole picchia, mi par di morire…
In lungo e in largo, sulla strada ti ho cercato:
con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato…
.
Perché non torni ad abbracciarmi, Amico??
(Le coccole mi mancano, più ancora della pappa…)
.
Bau... sai cosa ti dico? Io, come sempre,
me ne starò buono, qui… e …ti aspetto…
.
© Luciana - agosto 1999
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sabato 6 giugno 2009

Luci sul lago

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In un incanto di contrasti
sussulti di riflessi sul lago:
la luce nasce dall’acqua
dove un’anatra scivola
maestosa e lenta
sulla superficie dorata.

La mia anima
se ne va lontano
su una rapida barca
a cercare il sorriso
di un passato amore:
l’acqua trema appena
ma racconta…

da Giovanni De Simone - (Traona - SO)
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giovedì 28 maggio 2009

Favole in riva al Lario

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fotografia: Nicola Guarisco (sito personale: "Mondo Lariano")


Trasognata mi fingo
solitario un sentiero
dove ricerco parole
per raccontare storie,
per trasformare sogni
in favole alate
che sorvolano i monti,
poi scendono piano
ad accarezzare l’onda
che in cerchi si spande
come a moltiplicare
gli orizzonti del mio sentire.
I passi miei non toccano
il selciato, mentre vivo
tante vite diverse,
fende le nubi il mio pennello,
mentre di mille intrecci
dipinge una trama.
A notte, con le stelle,
Mnemosine m’appare
in veli d’ambra,
Eros e Thanatos
mi tengon compagnia,
finché sorge il sole
e scioglie il suo riflesso
in un’urna d’acque
ogni diafana creatura mia.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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Crepuscolo

Nel tramonto scarlatto
seguo i vagabondaggi
ansiosi dell’anima
per contrade oniriche
di tacite preghiere
e di meditazioni
d’un monologo intimo
coi ricordi più cari.
Allora chiudo gli occhi
al riflesso dell’acqua
e ne ascolto soltanto
il murmure perenne
che mi giunge sommesso.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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sabato 23 maggio 2009

Una "voce" che ritorna...

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fotografia: Franco A. Cavalleri


Un'amica di larioinpoesia - la signora ANNA DI MURO
ci ha lasciati per percorrere la primavera del Cielo.

Desideriamo ricordarla citando la chiusa di una sua poesia,
("Il lago parla")
che ci aveva inviata nel giugno dello scorso anno:



(...)
"Strali di luci e colori,
montagne amiche,
case illuminate
alla sera fanno del lago
una visione divina
che ti lega per la vita,
a cui puoi ritornare,
a cui devi ritornare:
te lo chiede il lago."



- La "voce" di Anna parlerà ancora e sempre,
e ritornerà - attraverso i suoi versi - a tanti cuori...

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venerdì 22 maggio 2009

Il lago

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(Illustrazione: olio su tela - di Antonio Bernardo) *

Laggiù, nel centro muto
dove tutto è saggio,
lontano dal gran fuoco,
dalla zolla che scotta
i piedi delle streghe,
nuota il pesce dorato
che regna questo lago.
il pesce non ha nome,
si ciba di silenzi
e alghe rosse di luce,
ogni mistero schiude:
il temolo che monta
in branchi verso l’Adda,
i barbigli indiscreti
della carpa, la tinca
che si stanca sul fondo
e l’anguilla, la pazza
che danza con la coda.
il pesce senza nome
conta tutte le stelle,
fra i cipressi e le palme
guizza la luce buona
che gli colma lo sguardo,
“anche la notte attende
il canto che srotoli
l’oscura pergamena,
l’attesa primavera
del fiore d’acqua dolce."

da Claudio Pagelli - (Rovello Porro - CO)
(Presidente Associazione Culturale Helianto)

*(n.d.r.) - Sinergia d'arte, fra artisti comaschi:
la poesia è stata composta per la mostra personale "Saluti & Baci" di Antonio Bernardo, ospitata presso la Galleria A&D. - (cfr. sezione eventi in corso: nella barra a scorrimento destra di comoinpoesia.com)

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giovedì 21 maggio 2009

Lago Como

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Abbiamo ricevuto dalla magnifica terra della Galizia - e pubblichiamo con molto piacere, in lingua originale spagnola - questa bella dedica per il nostro Lario:


¿Podrá algún pintor pintar lo que presiento?
¿Podrá algún pintor pintar lo que adivino cierto?
¡Oh, Lago Como!,
¿Cómo pintar el perfume de las flores en el viento?
¿Cómo pintar el canto de los pájaros en el silencio?
¿Cómo pintar la quietud de tus aguas en movimiento?
¿Cómo pintar a dos enamorados que se miran en tu espejo?
¿Cómo pintar las nubes que se agigantan desde el cielo?
¿Cómo pintar los cipreses que te guardan con respeto?
Oh, Lago Como!
¿Cómo pintar la nieve que a fundirse en tus aguas baja?
¿Cómo pintar la transparencia nívea de tus aguas de plata?
¿Cómo pintar las casas, las montañas que se reflejan y bañan en tus aguas?
¡Oh, Lago Como!,
Aunque sólo te conozco por imágenes inanimadas
Me inclino ante la belleza de tus bosques
El perfume, la música y el movimiento de tus aguas
Que despiertan mis sentidos y me hacen decir
¡Dios existe! Está en la naturaleza
Lugares como el Lago Como, lo manifiestan



da Ceneme - (Miguel Correa) -
appartenente al gruppo di poesia: Grupo Poético Brétema - VIGO (E)
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Mattinata

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Godo il fresco mattutino
sdraiato sul terrazzo
dopo la turbolenza
d’una notte di pioggia.
C’è qualche pozzanghera
che riflette l’azzurro
d’un bel cielo pulito,
una brezza leggera
increspa appena il lago.
Sempre adoro quest’ora
quando ammiro il mio lago
e vorrei che mi amasse
come una donna che amo,
con la sua eterna bellezza
che non sparisce mai
anche quando gli orpelli,
che nascono e muoiono
di stagione in stagioine
come i battiti d’ali
e il fiorire effimero
d’una flora smagliante
frali si consumano
sotto stelle lontane
fredde e innumerevoli,
distanti dai miei sogni.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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mercoledì 20 maggio 2009

Temporale nel bosco

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È finito da poco un temporale,
che ha squassato i rami alti del bosco
con un subbuglio di vento e di pioggia.
e riempito l’aria di lampi e tuoni.
Ora, d’improvviso, tutto è finito
ed io posso tornare verso il lago
dal monte dove m’ero incamminato.
Intorno, sprazzi lucenti di sole
filtrano adesso dal fitto fogliame
e cancellano quel livido freddo
in cui tutto intorno sembrava spento.
Ora il vento non scuote più gli alberi
e l’aria è dolce nel nuovo silenzio,
rotto solo dalle pesanti gocce
che cadono al suolo con rumore sordo
dai grossi rami e dalle verdi foglie.
Scendo verso il limitare del bosco
dove roridi petali di viole,
policromi anemoni e belle rose
son tornati a risplendere alla luce,
aperti nel giardino a bordo lago.
Mi resta dentro il silenzio grande
dei grandi alberi muti ma potenti,
vivi ma nell’attesa della fine
ch è ineluttabile per ogni cosa
quando porterà a termine il suo ciclo
come me, come tutto ciò che vive,
in un giorno che verrà, chissà quando.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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sabato 16 maggio 2009

Raccolgo la nebbia

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Mi bacia sulla bocca
e con le dita sfiora il collo teso
fino ad indugiare sul cuore,
stamane la nebbia.

Io sono foschia sul lago,
la respiro
con l’aroma del primo caffè
- lontano il rumore della strada vicina-.

D’un tratto
dall’angolo retto di un muro a secco
scatta ratto il gatto grigio
fende l’aria densa e salta
ma subito si struscia
-strale nel miele-.

Il corvo aspetta sopra il tetto muto.

Di quale attesa siamo figli?
Qual è la paga sciapa del vivere?
E a che servon mai becco inchiostro ed unghie?

…ma indolente livida l’acqua tace
non ha risposte per quesiti sordi,
nuovi sentieri per la mente pigra.
Acqua.
Un passo, un salto e un battito d’ali.
Tutto è qui, per sua natura:
istanti e istanti
che sommano l’andatura felpata dei giorni.

Raccolgo la nebbia
sotto la camicia
e il cuore gonfia.

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da Aldo Sangalli - (Brugherio - MB)
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martedì 12 maggio 2009

Maggio

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Mi abbandono sul mio letto
a braccia aperte, supino,
come se fossi caduto
giù dal turchino del cielo.
È un meriggio luminoso
com’è nei giorni di maggio,
in cui l’aria è profumata
da gelsomini e da rose.

Guardo sul soffitto bianco
l’intrecciarsi dei disegni
che, col riflesso del sole,
genera il moto dell’onde
creando bianche immagini.

Fuori sospira un refolo,
che tra le foglie sussurra,
mormora parole arcane,
che non riesco a capire.
Poi un usignolo canta
la sua canzone d’amore
e sento che con il maggio
fuori è ritornato amore.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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venerdì 8 maggio 2009

in riva

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in riva

usate orme profonde attendono
cave nudità di piedi bianchi

arpeggia il pensiero di te dintorno
nell'esile tepore della sabbia fine

stagione d’aria
immobile e donna
è questa
che accarezza gli occhi
e la fronte bacia

mio lago.


da Aldo Sangalli - (Brugherio - MB)
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Fresca acqua chiara

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Sgorga piccina
gorgoglia saltella
tra i sassi rotondi
s’infrange riappare
gioca col sole
lo specchia lo spegne
dietro un’ansa ombrosa
riposa si distende.
Riparte gioiosa
rincorre la schiuma
e poi giù la ripida china
più impetuosa
spumosa leggiadra
discende il monte
possente
travolge scintille di luce
dirompe
Di qua e di là
giovani rivoli
versano il tributo
nella sacca capiente
Poi pacata e gentile
scende maestosa
una strada che viaggia
tra boschi oscuri
e placide rive
fino giungere a valle.
Stanca e sfiancata
piano s’acquieta
nel letto tranquillo
passeggia
con passi invisibili.

da Danila Zaninelli - (Proserpio - CO)
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mercoledì 6 maggio 2009

Iridescenza

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fotografia inviata da: Aldo Pagani


Guarda quelle gocce di rugiada
che brillano sui petali di rosa
come sfere adamantine lucenti.
adagiate sul tessuto del fiore!
Esse frangono la luce del sole
nei vividi colori dell’iride,
sono piccole stille d’acqua pura,
semplici come i tuoi occhi quest’oggi
eppure complesse nel variopinto
sfumare uno nell’altro dei colori
d’un minuscolo, vivo arcobaleno
composito com’è il discorso
dei sentimenti espressi dal tuo sguardo
quando, seduta alla panca dell’orto,
io ammiro i tuoi occhi tra i capelli
arruffati dalla brezza del lago.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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Tempus fugit

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(Dipinto e poesia sinergici, entrambi di: Rosa Maria Corti)


Nere le sponde,
pasta d’oro fuso
il lago al tramonto.

Nella clessidra
per un istante
sembra fermarsi il tempo,

poi in scaglie scintillanti
rapida
si scioglie una scia,

precipita il carro di Fetonte
e già s’avanza Plutone
mentre il dì lentamente smuore.

da Rosa Maria Corti - (Lenno – CO)
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L'anfiteatro

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Il paese mi accoglie
al risveglio
cullandomi nella nicchia calda
dell’anfiteatro dei suoi monti.

E dalla mia finestra
quando è mattino presto
vedo le case appena colorate
di Fontana Alta (*)
appese agli alberi del bosco
scoscese sopra i tetti vecchi
delle case sotto più antiche.

E tutto dorme ancora
avvolto nell’abbraccio
silenzioso
dei monti che si tengono per mano.

da Danila Zaninelli - (Proserpio - CO)


n.d.r.:
(*) "Fontana Alta" = antica fontana in pietra
che dona nome ad una frazione del paese di Proserpio


informazioni su Proserpio, piccolo comune della Brianza lariana, cliccare qui: www.lakecomo.it
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martedì 5 maggio 2009

Il ritorno dell'estate

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(fotomontaggio con motivi tratti da "Panni al sole" - olio su tela di Giacomo Bergomi - 1986)


Ogni anno
al ritorno dell’estate
riaffiorano prepotenti
profumi, sapori,
contorni sfumati
velati di malinconia
ricordi presenti di tanto tempo fa.

Una loggia con le colonne
sporge sull’aia di un’antica villa
una sdraio
mio nonno seduto
intento all’intarsio
dell’ennesimo bastone
ramo grezzo di nocciolo
raccolto nel bosco
una fontanella nell’angolo
le mattonelle polverose
bagnate dagli spruzzi d’acqua
che mia nonna attinge
con la mano dal secchio
e dispensa con la grazia
di una seminatrice.

Nel cortile le lenzuola stese a terra
cosparse di cenere a sbiancare
prima dell’ultimo risciacquo
nella fontana di pietra
e poi a sventolare nel sole
appese ai fili tesi tra i muri.

Un lunedì di tanti
per me pochi
come pochi sono
i giorni di festa felici.

da Danila Zaninelli - (Proserpio - CO)
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Alla sera

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Tutto e' azzurro e verde e calmo
Acciotolata vicino a un masso
mi fondo con le dune
del respiro lieve dell'acqua.
Il sole sovrano del cielo
cala sassi lucenti
meteore tremule
su piccole onde increspate dal vento.
Al fondo muti i monti
immobili ed eterni
divento sole, nuvole e volo di uccelli.
Attendo commossa il silenzio
che mi viene incontro
con il brivido scuro della sera.

da Luciana Schnyder - (como)
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martedì 28 aprile 2009

(il lago e la goccia)

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fotografia: Franco A. Cavalleri



ho un lago che dal centro del mio cuore
espande le sue acque verso i tratti
che giungono da te con la frequenza
che a volte mi riempie e a volte no
ma sempre è quella goccia che disseta
placando quella sete dolorosa
che appare tra i deserti più infiniti
eppure quella stilla d’acqua dolce
scatena l’esplosione sorprendente
così che dalla sabbia più opprimente
colori e fiori e odori sottopelle
sprigionano l’amore che possente
si riconosce infine in ogni goccia

da Francesco Sicilia - (Agropoli-SA)
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giovedì 23 aprile 2009

Montevecchia

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(www.montevecchia.it)


Cammini casuali sulla collina tu vai oltre alla cima
Gradini piatti
Mentre guardi al contrario sembra un tempio
Non sai cosa aspettarti
Non sai non è come la città vecchia di Bergamo
Luci Paesaggi Atmosfera Silenzio
Ciottoli Archi Buio... è buio è tardi
La Notte
“Vieni qui, ti porto in un posto, è una sorpresa”
Le luci si arrossano
Alberi Rami Pietre
Quale direzione
Cancello Gente Voci
Manca il fiato
Va avanti, sali le scale, vedi ti aspetto
Vedrai l’aria che si fa più profonda
Vedrai il cuore che batte
Vedrai la strada è così lontana adesso
Le ruote sono lontane, dammi il braccio
Il vento fa eco
Remoti luoghi sconosciuti intimi
“Vieni qui, vorrei rimanere qui stanotte”
Giacere Osservare Sentire
Respirare Pensare Gioire
Abbracciarsi l’un l’altro
Il mondo è così lontano adesso
Sembra che il mare non sia mai esistito
Caldo Sole Umido solo sensazioni vaghe
E tu sei eterno
La tua presenza invade l’aria
È tardi
Il campanile alto nella valle che segue
Siamo a Montevecchia
Il mondo potrebbe persino fermarsi
Ci son mani che si toccano
Ci son visi che si stanno conoscendo
È il momento
È l’ora
È il pensiero
“Sarà utile un giorno quando mancheremo l’uno all’altro”

da Eleonora Matarrese - (Lecco)


La composizione di questi versi
è stata inizialmente concepita in lingua inglese
,
così come è possibile leggere qui:


Random paths on the hill you go forth to the top
Flat stairs
While looking upside down it seems a temple
You don't know what to expect
You don't know it's not like Bergamo old burgh
Lights Landscapes Atmosphere Silence
Pebbles Arches Dark... it's dark it's late
The Night
'Come here, I'll take you on a place, it's a surprise'
Lights are reddened
Trees Branches Stones
What direction
Gate People Voices
Breath missing
Go on, go upstairs, I'm waiting you see
You'll see air deepening
You'll see heart beating
You'll see the road is so far now
Wheels are far now, give me your arm
Wind is echoing
Remote places unknown intimate
'Come here, I'd stay here tonight'
Lying Watching Feeling
Breathing Thinking Enjoying
Hugging each other
The world is so far now
It seems sea never existed
Heat Sun Wet only vague sensations
And you are everlasting
Your presence invading the air
It's late
The churchbell is high on the following valley
We are in Montevecchia
The world can even stop
There are hands touching
There are faces knowing
It's the time
It's the hour
It's the thought
'It's to be useful one day when we'll miss each other'


(Eleonora Matarrese) - (Lecco)
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Il borgo di Brienno

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"Brienno", acquarello di Nicola Guarisco


Terrazza di un ristorante
in un meriggio d’aprile
per desinare all’aperto.
proprio sul bordo del lago.
Un raggio bianco di sole
disegna sulla tovaglia
ombre di rami e di foglie
e un bel cielo cilestrino
è delicato, lontano
sui monti ancora screziati
da chiazze chiare di neve.
Sotto di me, due germani
galleggiano sull’acqua quieta
fluttuando senza nuotare.
in un quadro familiare
che da sempre ho nella mente
E ogni volta che lo lascio
per guardarmi intorno altrove
nel cercare spazi nuovi
e cammino lungo i monti
presso la costa del lago
quasi per trovar qualcosa
che possa apparirmi nuovo,
sento che non sto arrivando
ma che, invece, il mio è un ritorno.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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giovedì 16 aprile 2009

Il pontile

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Siedo vicino al pontile
di grossi tronchi di legno
dipinti d’un color bianco
della caletta di Torno,
dove piccoli germani
navigano tra le barche
che beccheggiano ormeggiate
ai gradoni consumati
dalle ondine quiete e chiare
dell’acqua bassa e trafitta
dai raggi caldi del sole,
che ci lascia intravvedere
piccoli pesci guizzare.
Sull’altra sponda del lago,
Moltrasio splende di luce
e qui, intorno al porticciolo,
guardo il portichetto ombroso,
i tavolini all’aperto
del bar con vasi di verde,
l’antica chiesa severa,
il piazzale e i suoi vicoli
e sento una stretta al cuore
perché adesso più non vedo
presso quelle amate rive
sorridermi e passeggiare
quelle mie persone amate
che ora non ci sono più.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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